“Ciao a tutti mi chiamo Giorgia e ho appena subito un vero e proprio trauma. Immaginate di tornare a casa dopo una lunga giornata di lavoro, di tornare nella casa in cui convivete col vostro fidanzato, o con la vostra fidanzata…e di pensare di trovarlo/a lì che vi aspetta.
Immaginate poi di percorrere il corridoio dell’ingresso, di trovare le luci accese e le finestre aperte e di non vedere anima viva, ma soltanto una rosa sul tavolo da pranzo. Vi avvicinate, notate un biglietto, lo leggete: “TI AMO MA ADDIO”.
La mia prima reazione: una risata nervosa. Poi…il silenzio. Il panico. Il fiatone. Corro per tutte le stanze, Claudio non c’è. Lo chiamo a voce, ma niente. Prendo il telefono e compongo il suo numero: non risponde. Allora gli scrivo. Ansimante, con ancora il giubbotto addosso e la borsa al braccio. Claudio ed io stiamo insieme da un po’, lui ama la mia famiglia e io la sua. Mi conosce, sa quanto sono sensibile eppure è riuscito a farmi una cosa del genere…”
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