Pasqua è una festività molto importante da un punto di vista religioso, ma sicuramente viene vissuta in maniera diametralmente opposta rispetto al Natale. Mentre in quest’ultimo riusciamo a provare dei sentimenti legati a Dio, per quanto credenti possiamo essere, manifestando comunque una morale all’insegna dell’affetto e del “voler bene al prossimo” dando un valore non solo materiale ai regali, ai pranzi e alle cene con parenti e amici, a Pasqua, non si sa perché, trasuda ignoranza.

Diciamo la verità, è inutile negarlo, durante le feste di Pasqua il pensiero fisso è per la cioccolata, l’uovo Kinder, il pranzo, lo sfasciarsi di cibo fino a stare male, uscire con gli amici e distruggersi di alcol, attendere Pasquetta per fare un’ulteriore ingozzata di pesce o di carne e tornare a casa la sera col tasso alcolico che metterebbe in imbarazzo persino Gianluca Grignani.

La storia di oggi siamo andati a pescarla dal nostro archivio perché a leggerla ci emozioniamo ogni volta, quindi, dato che la pagina è continuata a crescere, e dato che per colpa di Facebook vi perdete molti dei nostri post, oggi ve la riproponiamo. Buona lettura e buona pasqua, e mi raccomando, domani per Pasquetta lasciate a casa la dignità, che poi fino all’estate non ci sarà un cazzo da fare.

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