TOCCA QUI PER LEGGERE LA PRIMA PARTE
“Contro ogni aspettativa considerando i problemi con la vicina la serata della festa era stata semplicemente perfetta. Nonostante le minacce di Rita e quel suo tentativo disperato di rovinarmela prima ancora che iniziasse, tutto è andato liscio. I miei amici sono stati fantastici, la musica era quella giusta e per qualche ora mi sono sentita davvero la regina del mondo, finalmente libera dal peso degli esami. Ho spento tutto ad un orario decente, convinta comunque che Rita si fosse arresa di fronte al fatto compiuto e che avesse deciso di ignorarci. Il giorno dopo, però, il risveglio è stato un trauma. Ho aperto WhatsApp, ho letto i messaggi di ringraziamento dei miei amici e ho deciso di scrivere anche a Rita, dato che era stata “buona, ma l’ho trovata nuovamente con il coltello affilato tra i denti. Ma il problema non è tanto questo (perché dopo quello che era successo il giorno ormai mi sarei aspettata di tutto) ma il fatto che è andata veramente oltre il limite accusandomi in maniera ignobile, pesante, e ingiustificata di un fatto di cui io non c’entravo nulla.”
CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”
Commenta con Facebook