“È incredibile come si possa vivere letteralmente accanto a una persona per decenni e, alla fine, rendersi conto di non conoscerla affatto. Mi chiamo Marta e poco tempo fa ho raggiunto il traguardo più sudato di sempre: mi sono finalmente laureata in Giurisprudenza. Sono cresciuta in questo palazzo, ci vivo da quando sono nata e conosco tutti, inclusa Rita, la mia vicina di pianerottolo. Non siamo mai state intime o amiche di famiglia, ma abbiamo sempre avuto un rapporto di buon vicinato, seppur altalenante. A volte ci fermiamo a chiacchierare piacevolmente per mezz’ora, altre volte le prende il suo classico umore scorbutico e saluta a malapena. Però, considerando che mi ha vista bambina e sa quanti sacrifici ho fatto sui libri, ero fermamente convinta che per una sera speciale avrebbe chiuso un occhio. Ho organizzato una festa a casa e, per pura educazione, le ho scritto per avvisarla che ci sarebbe stata un po’ di musica e confusione. Mi aspettavo delle congratulazioni e una bonaria raccomandazione. Purtroppo, non sempre le cose vanno come si crede…”

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