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“Se pensavate che i deliri di Manuela si fossero fermati alla ramanzina ipocrita dell’altra sera, vi sbagliavate di grosso. Sapete perché? Ha dato seguito alla minaccia velata di “denunciarmi” a mio marito, e l’ha fatto nel modo più subdolo possibile.

Quella stessa notte infatti ha scritto a Walter, che era via per lavoro quella settimana. Un messaggio volutamente indecifrabile e che ovviamente Walter ha interpretato in tutt’altro modo. Appena sveglio ha infatti visto la foto e pensato al peggio.

Ora, mettetevi nei panni di mio marito. Sei a centinaia di chilometri da casa, appena sveglio, apri WhatsApp e una perfetta sconosciuta ti manda la foto di tua moglie incinta, sorridente, che parla con un collega che le fa il filo e sotto il messaggio “ho pensato dovessi saperlo”. Ci sta che abbia pensato al peggio. probabilmente avrei fatto lo stesso anch’io.

Ecco gli screen di quel confronto assurdo, dove si passa dal terrore di un matrimonio distrutto alla rabbia cieca contro un mostro di cattiveria.

C’è un dettaglio in questo disastro che però mi ha indotta a fermarmi prima di prendere la situazione in mano: come faceva ad avere il numero di mio marito?”

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