“Ciao Spunte Blu, mi chiamo Giulia, ho 33 anni e sono incinta del mio primo figlio. Fortunatamente la gravidanza è andata e sta andando benissimo, quindi ho continuato a lavorare a tempo pieno senza grossi problemi. Lavoro in un ufficio di medie dimensioni, un ambiente tutto sommato tranquillo se non fosse per la presenza di alcune persone che sembrano non avere una vita propria e vivono per intromettersi in quella degli altri. Una di queste è Manuela, una collega un po’ più grande di me con cui non ho mai avuto molta confidenza.
Questa settimana in ufficio abbiamo fatto, come ogni anno, la festa d’estate, un pretesto passare un pomeriggio diverso dal solito, che per me è stato anche un modo per salutare bene tutti, perché tra non molte settimane andrò in maternità. Succede che per il brindisi ho preso in mano un calice di spumante. Sottolineo: l’ho preso solo in mano. L’ho tenuto lì, ho fatto cin-cin con i colleghi e ci ho solo bagnato appena le labbra, senza ovviamente mandar giù nemmeno una mezza goccia di alcol. Una cosa normalissima e innocente, giusto?
Non per Manuela che ha pensato bene di farmi una foto. Le stava facendo a tutti quindi non mi sono fatta domande… finché non mi ha scritto. Da quel momento è iniziato il delirio puro. Un delirio da cui non si è salvato nessuno…”
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