“Mia madre mi ha scritto perché era preoccupata per mio fratello. Riccardo ultimamente era diventato ancora più chiuso del solito: la sera non usciva quasi più, rifiutava inviti, si chiudeva in camera e passava parecchio tempo al telefono. Fin qui, uno potrebbe anche dire “vabbè, è un adolescente”, e infatti all’inizio l’ho pensato anch’io. Poi però mamma mi ha fatto notare una cosa strana: quelle telefonate avvenivano quasi sempre alla stessa ora e, soprattutto, erano sempre con nostro nonno. La cosa mi ha insospettito perché

Riccardo e lui si vogliono bene, certo, ma non sono mai stati due che si sentono ogni giorno per raccontarsi la vita. In più, da quando è mancata nostra nonna, in famiglia siamo tutti un po’ più attenti a certi cambiamenti. Così ho deciso di scrivergli direttamente, più che altro per capire se fosse successo qualcosa e se ci fosse un motivo per cui mamma dovesse davvero preoccuparsi. All’inizio, come sempre, Riccardo ha cercato di liquidarmi con due parole. Poi però gli ho fatto una domanda precisa. E da lì ho capito che dietro quelle chiamate c’era qualcosa che nessuno di noi aveva immaginato.”

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