“Da otto mesi vivo in affitto con la mia compagna e il nostro cane Thor, un incrocio di corso e pitbull di 35 chili. In casa è un pezzo di pane: abbaia raramente e non ha mai aggredito nessuno, ma per via della taglia e della razza i vicini di casa hanno iniziato una vera e propria campagna d’odio per costringerci ad andarcene o a dare via il cane.

Sono passati dai reclami continui all’amministratore ai dispetti pesanti: il tappetino di casa rubato, la macchina sporcata con resti di cibo e uova nel garage, fino a frasi intimidatorie per le scale del tipo “stai attento a cosa mangia per terra che c’è chi mette i bocconi speciali”. Esasperato dall’omertà e dall’ingiustizia, ho deciso di rispondere per le rime smettendo di raccogliere i suoi bisogni nelle aiuole condominiali. Ieri il capocondomino De Santis mi ha contattato formalmente su WhatsApp per l’ennesimo richiamo, ma la nostra discussione è degenerata in una guerra aperta.”

 

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