Ti sei perso la prima parte? Nessun problema, leggila qui

“Quel giorno avevo un importante pranzo di lavoro e per questo, quando Giuseppe ha iniziato a mandarmi tutti quei messaggi inizialmente non li ho visti. Poi quando ho trovato tutte quelle chiamate ho subito telefonato a Pietro e ho parlato con lui che mi ha spiegato quello che era successo. Non ho voluto parlare con Giuseppe per telefono perché dentro di me stava per esplodere qualcosa e l’unica cosa che volevo in quel momento era che mio figlio tornasse a casa… Mi ero fidata di Giuseppe e lui mi aveva deluso, lo aveva fatto in un modo veramente  stupido, imprevedibile…

Mi stavo rimproverando io per prima. Mi stavo ripetendo che dovevo immaginarlo, dovevo saperlo che qualcosa sarebbe successo. Che non poteva andare tutto bene. Che lui non era capace a fare il padre e che ero stata un’ingenua a pensare di potergli affidare un ragazzino per due giorni senza che ci fossero conseguenze. Ero veramente fuori di me ma non volevo nemmeno vederlo Giuseppe. Pietro in tutto questo non mi aiutava… Perché poverino, era stato anche felice di stare col padre ma non capiva quanto lui fosse irresponsabile…”