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“È l’ultima volta che scrivo al mio ex per chiedergli di riconoscere suo figlio. Ho preso una decisione che gli rovinerà la vita. A me dispiace tantissimo e non volevo arrivare a questo. Sono mesi che gli scrivo. Mesi in cui ho passato l’inferno, da sola col bambino. Mesi in cui gli scrivevo ricevendo solo insulti, minacce, parole irripetibili, supposizioni che mi infamavano. Lui lo sa benissimo che è suo figlio. Lo sa benissimo che non l’ho mai tradito. Ma se non fosse sicuro, ci sarebbe il test del DNA che non vuole fare assolutamente.
mi dite io cosa devo fare? Mi stanno aiutando i miei genitori perché io al momento non lavoro e nemmeno potrei dato che il bambino prende ogni momento del mio tempo. Ho bisogno dell’aiuto economico dell’uomo che ha concepito con me questo bambino. È chiedere tanto??? E non c’è nessuna disparità tra uomo e donna. Non c’è nessuna fatina buona che ama le donne e che le tutela più degli uomini. Esiste una cosa, cari ignoranti e care ignoranti, che si chiama BIOLOGIA. La donna fa il bambino col suo stesso corpo, se non ve ne siete accorti, l’uomo no. È normale quindi che la donna può decidere qualcosina in più se permettete, se lor signori lo permettono. Se erano gli uomini a farli i bambini, sarebbe stato al contrario, ossia sarebbe sembrato l’uomo più protetto e con maggiore potere decisionale (ma forse di questo non ce ne saremmo nemmeno accorti, dato che l’uomo da sempre ha privilegi e potere decisionale maggiori rispetto alla donna). Il fatto poi di poterlo dare in adozione o non riconoscerlo è solo per tutelare il bambino, e dargli la possibilità di nascere. Quindi non è per la donna, ma per il bambino. Si chiamano diritti della persona e diritto alla vita. Di questa cosa ne ho parlato col mio avvocato che è d’accordo con me. Quindi il bambino io l’ho tenuto. Il mio ex deve riconoscerlo, punto. Se non lo vuole riconoscere con le buone, lo farà con le cattive, ma mi dispiace rovinargli la vita.”
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