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“La mia compagna non c’è più. La nostra casa è tutto ciò che mi rimane di lei. Mentirò per averla. Mentirò per riaverla.

Mentirò a me stesso, mentirò ai miei genitori, mentirò al padre di Silvia, mentirò ai miei amici. MI crescerà il naso, mi chiamerò da solo Pinocchio quando la sera mi guarderò allo specchio. Non so nemmeno se riuscirò più a guardarmi in faccia, non so se potrò dirmi ancora uomo. Avrò detto a tutti di avere tradito il mio amore Silvia con sua sorella, solo per restare in questa casa. Solo perché questa casa è Silvia, è intrisa di lei, del suo buon gusto e datemi del pazzo ma io sento ancora il suo odore, come se l’avesse impregnata, come se il suo profumo fosse stato inciso sui mobili, sul divano, sui cuscini. Come posso andarmene?? E non datemi del materialista. Non datemi del veniale. No, sono solo un uomo. O almeno il ricordo di un uomo.

Silvia… cosa penserai di me?? Ho fatto un casino, silvia. Aiutami tu per favore a venirne fuori. Aiutami a lasciarti andare silvia. Aiutami a non dannarmi l anima pensando che non ci sei più e che ho perso tutto ma proprio tutto nella vita. Mi chiedo cosa abbia più senso. Mi chiedo come farò e mi arrabbio – riuscissi a non arrabbiarmi… mi arrabbio come un demone come un cane con Dio per avermi preso il mio amore, la mia unica ancora di salvezza in questa vita di me**….

Silvia, meriti molto di più di tutto questo…”

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