“Ciao a tutti, sono Federico e ho 27 anni.
Quel che voglio condividere non è una chat di un litigio o di un tradimento scoperto per caso. È qualcosa che fa molto più male, ma che in qualche modo mi scalda ogni giorno. Mia nonna Rosa ha 88 anni e da due vive in una residenza per anziani perché la sua mente ha deciso di iniziare a cancellare i file, uno dopo l’altro. Un giorno dimentichi dove sono le chiavi, il giorno dopo dimentichi chi è il ragazzo che ti sta portando i fiori.
Però, c’è un qualcosa di incredibile in tutto questo. Spesso, in certi periodi quasi ogni giorno, nel tardo pomeriggio, la sua memoria torna per un istante a sette anni fa, quando vivevo ancora da lei durante l’università. In quel momento, lei prende il suo vecchio telefono (che le infermiere le lasciano tenere) e mi scrive. Sempre lo stesso messaggio. Sempre la stessa premura.
Per mesi le ho risposto in modo vago, cercando di spiegarle che non ero lì, che lei non era a casa. Poi ho capito che stavo cercando di curare qualcosa che non poteva guarire, invece di godermi un’ultima possibilità. Così ho iniziato a mentire. Ho iniziato a scattare foto a lasagne surgelate o a piatti pronti, spacciandoli per i suoi, solo per farle chiudere gli occhi con il sorriso di chi ha ancora qualcuno di cui prendersi cura. Questa chat è il nostro rito, il nostro scrivimi quando arrivi quotidiano, prima che la notte si porti via tutto di nuovo.”
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