“Sono stanco capo… M’alzo tutta la settimana alle cinque per andare in fabbrica. Anzi, non sempre alle cinque. Quando faccio il turno di notte alle cinque sto ancora a lavoro, stacco e torno a casa distrutto che sono già le otto e mezza.

Ma vabbè, sta benzina bisogna pur pagarla no? Che poi lavorare per pagare la benzina che ti serve per andare al lavoro… Ma non pensiamoci che è meglio va. Comunque… Sabato mattina avevo riposo. Meritato, amato dolce riposo…

Pregustavo già di alzarmi alle dieci e mezza e farmi il caffè indugiando con lo sguardo perso alla finestra, il sole già alto e una mano che si gratta distrattamente le palle.

Avevo solo un unico timore… Il nuovo vicino. Quello che sembra Ned flanders, che parla come Ned flanders, che veste come Ned flanders.

Sono due mesi che fa lavori su lavori. E ci sta, ti devi pure sistemare nella casa nuova… Però dio santo, il problema è che li fa a orari improbabili.

E questa volta non ci ho visto più.

Gli ho scritto.”