“Il giorno più bello della mia carriera è diventato, in meno di dieci minuti, il giorno più assurdo della mia relazione. Vi mando la chat perché ancora non ci credo, e perché voglio sapere da voi chi ha ragione.
Mi chiamo Giulia, ho 33 anni e da sei lavoro nell’ufficio acquisti di un’azienda che produce componenti per l’arredamento. Sono entrata come stagista, facevo le fotocopie e rispondevo al telefono, e mi sono costruita tutto passo dopo passo, con corsi serali e tanti sabati passati sui preventivi dei fornitori. Da due anni convivo con Davide, 34 anni, magazziniere in una ditta di spedizioni: un ragazzo buono, simpatico, che il giovedì non salta il calcetto per nessun motivo al mondo. Viviamo in affitto in un bilocale e, siccome sono una persona precisa, ogni mese aggiorno una lista delle spese che teniamo attaccata al frigo, con due colonne: la mia e la sua.
Davide è molto legato alla sua famiglia. Sua madre non ha mai lavorato, ha cresciuto lui e sua sorella, e ogni domenica siamo a pranzo da loro. Con me è sempre stata gentile, anche se ogni tanto mi chiede quando le diamo un nipotino.
Quel pomeriggio il mio capo mi ha chiamata nel suo ufficio e mi ha detto che da gennaio sarei diventata la nuova responsabile del reparto. Sono uscita sulle scale antincendio, l’unico posto dove nessuno ti disturba, e ho scritto subito a Davide. Mi aspettavo i coriandoli. Invece…”
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