“Salve a tutti. Mi chiamo Matteo e ho 24 anni. Per privacy non scriverò il nome dell’altra persona, una donna, 10 anni in più di me. Si chiama S.
Preciso che invio questa conversazione solo per sfogarmi e per capire quanto possa essere “normale” questa persona con cui mi sono frequentato per ben 7 mesi, ma di conoscenza seria e di progetti insieme. Perché né io e né lei abbiamo mai creduto al tempo, al tempo che ti impone la società o cose simili. Abbiamo sempre rispettato i nostri tempi senza seguire schemi, motivo per cui ci siamo legati così tanto da progettare di continuare ancor più serenamente la nostra relazione. E dico ‘serenamente’ perché “purtroppo” ci siamo conosciuti sul posto di lavoro e abbiamo una sorta di clausola dove non potremmo “stare insieme”. Quindi avevamo progettato che io avrei lasciato il lavoro e trovato un’altra occupazione così da vivere tutto in serenità.
E io sono arrabbiato perché lei si è comportata così, secondo me è impazzita. Ma di fronte ad una cosa simile che fai? Ma allo stesso tempo come fai a crederle?
Non so se vi è mai capitato ma io non so davvero cosa pensare e adesso come comportarmi e se cedere a questa cosa che ha deciso lei di fare, cioè se devo starmi zitto e buono o se c’è speranza. Non so più nulla.”
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