“Vi voglio parlare di una persona. Loretta è stata per anni la persona che riusciva a piegare la realtà. Lo faceva in modo subdolo. Non urlava, non si imponeva con forza: suggeriva, insinuava, riscriveva. Io l’ho capito troppo tardi, quando ormai anche mio padre era dentro una versione dei fatti che non somigliava più alla verità.
Per tutti era “sensibile”, “fragile”, a volte perfino “da proteggere”. Per me era la persona che, mentre stavamo ancora insieme, mi tradiva e sottraeva soldi dal conto in comune con una naturalezza disarmante, come se fosse un dettaglio secondario della vita coniugale.
Il divorzio è arrivato tre anni fa, dopo mesi di tensioni e prove ignorate o reinterpretate. E migliaia di euro in avvocati.
Pensavo che la separazione avrebbe chiuso tutto. Invece Loretta ha continuato a occupare spazi: nel palazzo di famiglia, nei rapporti indiretti, nelle conversazioni che non la riguardavano più. Io ho ricostruito una nuova vita e una nuova casa, ma certe persone non spariscono, si infiltrano nei bordi.
E ogni volta che credo di averla lasciata fuori, basta un messaggio per far ricominciare tutto da capo.
Alla fine mi sono deciso ad affrontare di petto la situazione: così mi sono trasferito nell’appartamento di fronte al mio che lei, da anni, occupa gratis senza averne titolo..”
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