“Ho deciso di pubblicare comunque questa chat contro il volere di amici e parenti. Tutti mi dicono che non ho ragione, che addirittura potrei passare dei guai pubblicandola, anche se in forma anonima. Ma stiamo scherzando? Io dovrei abbassare la testa e stare zitta di fronte al trattamento che ho ricevuto? E per cosa? Per paura che qualcuno possa dirmi che sono esagerata o altro? Non me ne frega nulla. C’è chi lo chiama Karma, io la chiamo semplicemente giustizia, e la giustizia trionfa sempre. Fatta questa necessaria premessa, mi chiamo Mariangela, abito in un appartamento di un condominio tranquillo e ho una vicina, Graziella, di circa 5 anni più di me (siamo entrambe due giovani donne, giusto per dare un’idea senza rivelare troppo). Lei ha una bellissima gatta a cui io sono affezionata, e in generale eravamo buone vicine e quasi amiche. Poi lei ha cominciato a chiedermi dei favori. Sempre di più e sempre più spesso. Io credo nell’educazione tra il vicinato e ho sempre detto di sì. La situazione, però, si è spinta davvero troppo oltre fino a quando non è arrivato quel momento.”

CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”