“Sono la serva di mia suocera. Mi permette di vivere a casa sua, anche se il mio compagno è scomparso. Io non vivo più però.

Non ho più nessuna privacy. Non ho più una vita. Il mio compagno non è più. È successo all’improvviso per un dannato incidente. Ero troppo sconvolta per cercare un’altra casa. Mi sentivo angosciata, depressa e avevo un forte senso di irrealtà. Sono cosi rimasta a casa del mio compagno che è in realtà casa di sua madre che vive al piano di sopra.

I miei suoceri sono stati gentilissimi e mi hanno permesso di restare qui. A loro in realtà sarebbero serviti i soldi dell’affitto di questa casa anche perché hanno una pensione molto bassa purtroppo e il mio compagno li aiutava come poteva. Quindi abbiamo fatto un accordo. Io sono rimasta qui a casa ma in cambio faccio le pulizie, cucino, mi do da fare per loro insomma. In questo modo non ho perso la casa e loro hanno qualche sollievo.

Ma la situazione pian piano è andata degenerando… fino al punto che oggi mi sento controllata in modo morboso.”

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