“Ciao a tutti i lettori della pagina, a 43 anni ho cambiato lavoro perché quello precedente mi stava facendo del male sotto ogni punto di vista. Mi sarei aspettata comprensione e sostegno da parte della mia famiglia… e invece l’opinione generale è stata che mi dovessi vergognare. Perché? Perché secondo loro il mio nuovo lavoro non è “all’altezza” di quello precedente, né a livello di prestigio, né a livello di stipendio.

Mi aspettavo l’attacco di mia suocera Maddalena e lo scontento di mia figlia Francesca, che è una gran viziata (tutta colpa del padre), ma la vigliaccheria di mio padre e il falso perbenismo di mia madre no. Pensavo che dopo avermi vista stare male come lo sono stata per una volta mi avrebbero appoggiata, e invece… stesso discorso per mio marito Alberto, per il quale non ho parole se non quelle che gli dirà l’avvocato.

Tutto questo disastro perché la principale preoccupazione di tutti è stata: cosa penserà la gente? Ma cosa dovrebbe pensare? Faccio un lavoro onesto, non rubo niente a nessuno e non mi devo vergognare di aver scelto la salute mentale al posto delle apparenze.

Leggete e fatemi sapere cosa ne pensate… dopo la conversazione sono uscita dal gruppo e me ne sono andata di casa… decisa a iniziare la mia nuova vita.”

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