“Divido un trilocale a Bologna con Chiara da quasi un anno. All’inizio andavamo d’accordo, ma le cose sono precipitate un mese fa quando sono uscita con Luca. Luca è un ragazzo del nostro gruppo universitario che a Chiara piaceva da un po’, ma con cui non c’è mai stato nulla se non un paio di uscite di gruppo sei mesi fa; quando lui ha chiesto a me di uscire, io ho accettato. Da quel preciso istante, Chiara ha iniziato a considerarsi una “vittima” e ad accumulare un assurdo credito morale nei miei confronti, comportandosi come se le dovessi un risarcimento a vita per averle “rubato” il ragazzo.

Domenica mattina torno in appartamento presto dopo il turno di notte a lavoro e trovo la casa sottosopra: bicchieri di plastica ovunque, macchie di spumante sul divano in tessuto e la mia camera da letto spalancata. Quando apro l’armadio mi accorgo che manca il mio abito preferito da novanta euro, per poi scoprire tramite le storie Instagram di sua cugina che Chiara ha organizzato un post-serata abusivo in casa nostra e le ha regalato il mio vestito per la serata. Quando la contatto su WhatsApp per pretendere che sistemi il disastro, lo scambio trova un accordo surreale dove emerge chiaramente tutta la sua immaturità.”

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