“Mia nonna Pina ha 81 anni e ha imparato a usare WhatsApp due anni fa. Qualche giorno fa, nella settimana peggiore della mia vita, mi ha mandato la foto di un cartellone della parrocchia. E io le ho risposto malissimo. Vi faccio leggere com’è andata, perché quella chat me la tengo stretta.

Ho 34 anni e fino a fine mese lavoro in un’agenzia di comunicazione, con un contratto a tempo determinato che non mi rinnoveranno. Me l’hanno detto il giorno prima. Nella stessa settimana il mio ragazzo da tre anni, ha deciso che “aveva bisogno dei suoi spazi” e se n’è andato portandosi via metà dei mobili, compresa la libreria che avevo montato io. Quella sera ero sul divano col telefono in mano e nessuna voglia di parlare con nessuno. Soprattutto con mia madre, che naturalmente aveva già raccontato tutto a mezzo parentado.

Mia nonna scrive come parla, senza accenti, senza acca e con una punteggiatura tutta sua. Ha fatto la sarta per una vita, è una donna pratica e va a messa tutte le domeniche. Io in chiesa non entro da anni, e lei lo sa benissimo. Così, quando ho visto arrivare quella foto, ho pensato alla solita predica. Leggete fino in fondo e poi ditemi voi se avevo capito qualcosa.”

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