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“Vi ho raccontato di quella notte in cui ho scritto a mia mamma per una foto di famiglia in cui io non c’ero. Mi chiamo Matteo, ho 30 anni e mamma se n’è andata all’improvviso. Il suo telefono ce l’ho io, acceso e carico in un cassetto, e ogni tanto le scrivo. Papà si è rifatto una famiglia con Giulia e i loro due bambini, Leo e Sofia, e io a un certo punto ho smesso di farne parte. Niente litigi, niente porte sbattute. Solo inviti che non arrivavano mai, feste di cui scoprivo l’esistenza dalle storie su Instagram, messaggi a cui papà rispondeva dopo giorni con un pollice. Giulia la conosco da quasi sette anni. In tutto questo tempo ci saremo detti sì e no dieci frasi, tutte di cortesia. Per me era la persona che aveva preso il posto di mamma e che mi teneva a distanza, con un sorriso educato. Quando ho visto il suo nome sullo schermo, a quell’ora, ho pensato subito al peggio. Questa è la nostra chat di quella notte. Ve la mando perché è stata una delle conversazioni più difficili della mia vita, e perché alla fine di quella chat qualcosa è cambiato.”
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