“Da due anni scrivo a mia mamma. Lei non può rispondermi, ma i miei messaggi le arrivano lo stesso. Lo scorso novembre, poco prima di Natale, le ho scritto per una foto di famiglia in cui io non c’ero. Poi, quasi a mezzanotte, è arrivato un messaggio che non mi aspettavo.
Mi chiamo Matteo e ho 30 anni. I miei si sono separati quando ne avevo 22. Io sono rimasto con mamma, papà dopo un po’ si è risposato con Giulia. Hanno due bambini: Leo, che all’epoca aveva appena compiuto 5 anni, e Sofia, che ne aveva 2. Mamma se n’è andata all’improvviso, da un giorno all’altro. Il suo telefono ce l’ho io. Lo tengo acceso e carico in un cassetto, collegato al wi-fi di casa. Non lo apro mai. Mi basta sapere che quando le scrivo, da qualche parte, vibra.
Con papà da allora ci vediamo pochissimo. Alle feste della sua nuova famiglia non ci sono quasi mai, e quando ci sono non so mai dove sedermi. Giulia la conosco da quasi sette anni e in tutto questo tempo ci saremo detti sì e no dieci frasi, tutte di cortesia. Lei mi saluta con un sorriso educato, io rispondo con un sorriso educato, e finisce lì. Ho sempre pensato che per lei fossi un pezzo di un’altra vita da tenere a distanza.
Nonna Lina, la mamma di papà, è l’unica che mi chiama ogni domenica. È dolcissima e un po’ distratta, e una sera dello scorso novembre mi ha girato la foto del biglietto di Natale che le era appena arrivato per posta.
Questa è la chat con mia mamma di quella notte, e quello che è successo subito dopo.
Ve la mando adesso, a quasi un anno di distanza, perché tra poco arriveranno i nuovi biglietti di Natale e perché quello che è successo dopo quella notte non l’ho ancora raccontato a nessuno.”
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