“Da quando è nato nostro figlio mi sono resa conto di quanto sia strano raccontare a un bambino persone che non ha mai conosciuto. Ci sono volti che per noi significano tantissimo e che per lui, almeno all’inizio, sono soltanto nomi dentro una fotografia. Io ho sempre pensato che fosse bello parlargli della nostra famiglia, raccontargli aneddoti, mostrargli vecchie foto e fare in modo che sapesse da dove viene, senza però trasformare il passato in qualcosa di diverso da quello che è stato. Mio marito ha perso suo padre diversi anni fa e so bene quanto quella mancanza gli sia rimasta addosso. Non ne parla continuamente, anzi, ma ci sono momenti in cui si capisce che avrebbe voluto condividere con lui molte più cose, soprattutto da quando è diventato padre a sua volta. Per questo, quando qualche tempo fa ha avuto un’idea per far sentire nostro figlio più vicino a suo nonno, all’inizio l’ho trovata persino tenera. Il problema è che quelle immagini create con l’intelligenza artificiale hanno iniziato a diventare sempre di più.”
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