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“Gentile pagina di Spunte Blu, grazie per aver pubblicato la prima parte della mia storia. Quella in cui raccontavo di come una semplice vacanza presso la nostra casa al mare con me, mio marito, mio figlio, mia nuora e il mio nipotino di soli 6 mesi, si sia trasformata in un incubo, letteralmente.

E tutto perché mio marito ha il vizio del fumo e mia nuora e mio figlio si sono impuntanti a vietargli di fumare persino all’aperto, perché dicevano che il fumo anche all’aperto, sul terrazzo o in spiaggia, andava addosso al bambino…quindi, come avete letto nella prima parte, mio figlio dopo aver messo sto cartello che a noi sembrava assurdo, ci ha chiesto di andarcene dal nostro appartamento al mare e di lasciarlo a loro per i successivi 7 giorni della vacanza…perché convivere con il padre fumatore e con me che lo proteggo era impossibile.

Ci ha detto che erano i loro unici giorni di vacanza, che non avevano prenotato da nessun’altra parte…e alla fine noi abbiamo ceduto. Ce ne siamo tornati a casa nostra, con le pive nel sacco. Guardate, che umiliazione, però l’ho fatto per quieto vivere e perché mio figlio ci ha minacciato di non farci più vedere Leo…

Poi due giorni dopo vedo che mi chiama al telefono. All’inizio non rispondo perché sono molto arrabbiata…poi mi manda un messaggio e da lì…ecco non aggiungo altro. Lascio a voi ogni sentenza: come vi comportereste voi ora???”

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