“Non mi vergogno, ma fino all’ultimo mi sono chiesto se stessi esagerando io, se fosse una di quelle situazioni che viste da fuori fanno ridere e vissute da dentro ti fanno sentire stupido. Quella che state per leggere non è una banale scenetta, non è nemmeno una vendetta studiata a tavolino. È una conversazione nata da un dettaglio minuscolo e degenerata nel giro di poco fino a diventare qualcosa che non avrei mai immaginato di vivere con la persona con cui stavo. Dato che è passato un mese circa, mi sento libero di diffondere tutto. San Valentino, di per sé, non è mai stato un problema per me. Non sono uno che pretende grandi gesti, né uno che misura l’amore col portafoglio. Però credo nel rispetto, nella reciprocità, e soprattutto nel fatto che certi segnali, anche piccoli, dicano molto più di mille discorsi fatti bene. Quel giorno ero tranquillo, non stavo cercando niente, non avevo sospetti. Poi è successo qualcosa di assolutamente casuale, una di quelle cose che capitano quando meno te lo aspetti e che, una volta viste, non puoi più “non vedere”. Ma dopo averla vista, non ho capito più niente e ho dovuto immediatamente scriverle.”
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