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“Da quando mia figlia ha avuto la sua bambina, io non ho più una vita. Sono una marionetta.

In pratica sono al suo servizio 24 ore su 24 quasi. Lo so che ha solo me, che devo aiutarla, ma io mi sento davvero stanca. Tutta la mia vita è stravolta dalle sue richieste e non una volta, ma praticamente quasi sempre.

Lei mi chiama e io devo scattare, ubbidire.

Da tanti anni ho abbracciato la fede cristiana cattolica. Mi fa sentire bene, grazie all’amore di nostro Signore Gesù. In più mi sento di avere un ruolo sociale come catechista e questo per me è bello. La gente per strada mi riconosce e mi tratta con rispetto. Ne sono molto contenta. Ma ora sembra che devo rinunciare a tutto. Sembra che la bambina l’ho avuta io. Perché se mia figlia ha un impegno ci sono io che tanto per lei sono solo una pensionata senza niente da fare. Se invece l’impegno ce l’ho io, allora non è importante e posso pure saltarlo.

Devo davvero rinunciare alla mia vita o sto peccando di superbia come dice mia figlia?”

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