“San Valentino quest’anno lo abbiamo fatto in casa.
Niente ristorante, niente foto da pubblicare, niente storie con i cuori. Solo noi due. Lui ha cucinato il mio piatto preferito, quello che dice sempre di non saper fare ma che alla fine gli riesce benissimo. Ha apparecchiato con le candele, ha tirato fuori persino la tovaglia “quella bella”, quella che usa solo a Natale. Sembrava tutto così pensato, così curato. Mi ha regalato fiori, cioccolatini… e poi una scatola grande, appoggiata sul tavolo come se fosse la cosa più naturale del mondo. Un computer nuovo.
Proprio quello che guardavo da mesi. Quello che mi serviva davvero per lavorare meglio, per smettere di impazzire con quello vecchio che si blocca ogni mezz’ora. Quello che costava circa 1200 euro e che avevo deciso di rimandare perché non era il momento. Perché avevamo spese, perché stavamo cercando di essere più attenti. Ero felicissima. Davvero. Mi sono sentita vista, ascoltata, capita. Come se mi avesse letto dentro. L’ho abbracciato forte. Più tardi ci siamo addormentati abbracciati. Lui subito, come sempre. Io no. Nel silenzio, con gli occhi aperti nel buio, mi è venuto un pensiero stupido.
Ma con quali soldi? Perché io sapevo benissimo che non li aveva. Lo so quanto ha sul conto. Lo so cosa entra e cosa esce. Mi sono alzata piano, senza fare rumore. Ho aperto il cassetto dove tenevo la busta dei miei risparmi in contanti, quelli messi da parte piano piano. Era vuota. Ho richiuso il cassetto con la mano che tremava.
Mi sono vestita senza fare rumore.
E sono andata via, prima che si svegliasse.”

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