“Ho trent’anni (appena compiuti). Ho un lavoro che mi piace, degli amici sinceri, le mie passioni e una vita che, con tutti i suoi alti e bassi, mi sono costruita da sola. Non chiedo molto, solo di poter vivere come credo sia giusto per me, senza che ogni mia scelta venga messa sotto processo o giudicata come se dovessi rendere conto a qualcuno.

Eppure ho una madre per cui esistere sembra avere un solo significato: sposarsi, fare figli e ripetere lo stesso identico ciclo. Tutto il resto, ai suoi occhi, conta poco o nulla. Per lei esistono solo due modi di vivere la vita: come ha fatto lei e.. in un modo sbagliato!!

E io sto seguendo la seconda via.

Naturalmente ogni occasione è buona per ricordarmelo, per insinuare che il tempo passa, che sto sbagliando strada, che senza una famiglia non sarò mai davvero realizzata. Finisco sempre per sentirmi in difetto, come se la mia vita non avesse valore solo perché diversa da quella che lei immagina per me.

Anche il giorno del mio compleanno, che avrebbe dovuto essere un momento sereno, si è trasformato nell’ennesimo interrogatorio sul mio futuro..”

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