“Ci scrive Giorgio, un papà “bis”, un uomo forte e fragile allo stesso tempo, che ha dovuto raccogliere tutto l’orgoglio che aveva in corpo e metterlo da parte… Perché chiedere un aiuto economico a qualcuno non è mai facile. Ma quando la vita ti mette di fronte a battaglie che sembrano invincibili, in qualche modo devi sbrigartela o ne vieni sopraffatto.

Giorgio ha scelto di chiedere aiuto, ma la risposta che ha ottenuto non è stata quella sperata. La sua unica “colpa” è stata quella di innamorarsi di una donna che portava con sé una battaglia quotidiana: una figlia malata, cure, visite, paura e speranza mescolate insieme. Ma lui ha scelto di restare, di non scappare, di esserci. Non si è mai sentito un eroe, solo un uomo che prova a fare la cosa giusta. Ma lui ha anche un’altra figlia, avuta dal precedente matrimonio, e lei non la pensa allo stesso modo. Decisamente. La domanda è: quanto è giusto che un papà si senta di aver fallito come genitore? Giorgio non sa più a chi raccontare questa situazione senza sentirsi giudicato.”

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