“Mi chiamo Francesca, ho 35 anni. Faccio la nutrizionista. Non pensavo che il mio compleanno potesse regalarmi un papà in affido.

Ho una famiglia, due figli piccoli e faccio la nutrizionista. Alcuni pazienti ti restano nel cuore, anche se non dovresti affezionarti troppo. Giulio ha 72 anni, è vedovo, vive da solo e l’ho seguito dopo un intervento complicato. Era magro, stanco, scoraggiato. Abbiamo parlato tanto, tra una dieta e l’altra.

Il giorno del mio compleanno mi ha scritto un messaggio tenerissimo. Pensavo fosse solo un saluto gentile… invece mi ha fatto capire che da tempo non festeggiava una domenica con qualcuno. Così l’ho invitato da noi, a pranzo. Non ci ha messo molto a diventare parte della famiglia.

Questa chat è l’inizio di qualcosa che non avevo programmato, ma che mi ha riempito un vuoto che non sapevo di avere. Mio padre non c’è più da anni. E forse, senza dircelo, io e Giulio ci siamo scelti.

Come si fa con gli affetti veri.
Come si fa con un papà in affido.”

CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”