“Ciao Spunte, vi scrivo perché ho bisogno di capire se sto davvero sbagliando io o se è normale sentirmi ferito.
Sto con la mia compagna, Annalisa, da tre anni. Lei ha un figlio, Tommy, avuto da una relazione precedente. Io a lui voglio bene, ci sono nella sua vita, passo tempo con lui, lo aiuto quando posso e non ho mai pensato di sostituire suo padre.
Però da qualche mese sento sempre più forte il desiderio di avere un figlio mio. Non perché Tommy non mi basti, non perché lo consideri “meno”, e nemmeno perché voglia cancellare il passato della mia compagna. Vorrei semplicemente vivere anche io quella parte della vita che lei ha già vissuto: aspettare un figlio, crescerlo dall’inizio, costruire qualcosa che sia nostro in quel senso.
Quando ho provato a parlarne con lei, però, la conversazione è andata malissimo. Io capisco che per lei significherebbe ricominciare da capo, rimettere in gioco il suo corpo, la sua vita e la stabilità di suo figlio, ma il modo in cui sono stato trattato mi ha minimizzato come uomo.
Vi mando la chat perché, sinceramente, non so più se il mio desiderio sia legittimo o se lei abbia visto qualcosa di me che io non riesco ad ammettere.”
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