“Prima di vivere questa esperienza pensavo, con Jessica, di aver costruito una vita solida, di quelle che si reggono su una routine fatta di piccole certezze e una complicità che, a quasi quarant’anni, non davo per scontata. Siamo diversi, è vero, io ho sempre cercato un certo ordine nelle cose, mentre lei ha un modo di vivere più fluido, quasi anarchico. Il nome di Mattia, il suo ex, è sempre aleggiato come un fantasma discreto nei nostri discorsi. Non l’ho mai conosciuto davvero, ma ho sempre saputo che tra loro c’era stato un legame viscerale, alimentato da quel carattere di lui così esageratamente espansivo, quasi invadente nella sua affettività. Ho sempre cercato di essere comprensivo, di non dare peso a quel passato, convinto che il nostro equilibrio fosse più forte di qualsiasi eco lontana. Ma quando mi sono svegliato l’altra mattina, dopo una giornata trascorsa a correre tra i soliti impegni e una nottata di incubi, non avrei mai immaginato di trovare una verità così ingombrante sdraiata nel buio del nostro salotto.”
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