“Trasferirsi a Bologna è stata la sfida più grande della mia vita. È una città bellissima, viva, c’è il mio fidanzato, ma quando arrivi qui e non conosci quasi nessuno, i portici possono diventare molto stretti e solitari. Da mesi cerco di costruirmi una mia cerchia, un’identità che non sia solo legata alle quattro mura di casa, ma faccio fatica. Non sono il tipo di persona che attacca bottone facilmente e, a volte, la solitudine in una città nuova ti scava dentro. Per questo, quando qualche giorno fa ho ricevuto una notifica su Instagram, non l’ho guardata con diffidenza, ma con una strana curiosità. Un ragazzo mi ha scritto: un messaggio educato, solare, niente a che vedere con i soliti approcci volgari che si leggono online. Abbiamo parlato un po’ lì in chat, in maniera molto tranquilla, e poi, per comodità, dato che mi sembrava un bravo ragazzo e dato che avevamo interessi comuni, ci siamo spostati su WhatsApp, dove la conversazione, in realtà, è durata poco, per un motivo ben preciso. Se ripenso a tutta la situazione, ancora mi sento a disagio.”
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