“Quando ho accettato di stare con Anna sapevo che avrei dovuto condividere il mio tempo con lei, ma non avrei mai immaginato che qualcuno potesse arrivare a schedulare la vita intera. All’inizio pensavo fosse una battuta delle nostre mamme, un modo per prendere in giro le solite discussioni su dove passare Natale o Pasqua. Poi ho scoperto che no, non era una battuta. Esiste davvero un foglio, un calendario preciso, con scritto quante domeniche toccano a una famiglia e quante all’altra, quali feste si passano dai nonni, perfino chi deve ospitare se una ricorrenza cade in mezzo alla settimana.
Per loro è normale, “così non si litiga”, dicono. Per me è l’esatto contrario: sto vivendo con l’ansia di rispettare un programma che non ho deciso io. Ogni volta che provo a proporre qualcosa di diverso – un viaggio, una vacanza, un weekend per noi – la risposta è sempre la stessa: “non si può, è già scritto”. E la cosa più assurda è che Anna sembra felice così, come se la sua vita fosse già completa dentro quel calendario. Io, invece, non so quanto ancora riuscirò a reggere prima di esplodere.”

 

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