“Buon pomeriggio Spunte Blu, sono Stefano e lavoro nell’azienda di mio zio da quasi quattro anni e per parecchio tempo mi sono raccontato che certe cose succedevano solo perché, lavorando in famiglia, tutto era più confusionario. Il problema è che quando lavori con i parenti non capisci mai dove finisce il favore e dove comincia l’abuso. Io ho 29 anni, non sono sposato, non convivo, non ho figli e in pratica, detta male, non ho nessuna carta da giocarmi quando si parla di orari, turni, uscite prima o “imprevisti” che agli altri vengono sempre riconosciuti. A gestirci ogni giorno c’è mio cugino, quindi già partire con l’idea di contestare qualcosa è complicato, perché tanto passi subito per quello permaloso, ingrato o peggio ancora per quello che mette in mezzo la famiglia. Per un sacco di tempo ho lasciato correre, anche perché all’inizio sembra sempre tutto casuale, tutto normale, tutto giustificabile. Poi però ho cominciato a notare una certa abitudine. E quando ho messo insieme un po’ di cose, ho capito che forse non ero io a farmi troppi film sul serio.!”
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