“Mi ero appena messo sul divano con un pane alla nutella in mano e il solito Netflix in sottofondo, quando arriva un messaggio da lui. Conoscendolo, già sapevo che non sarebbe stata una conversazione normale. Infatti, dopo i classici convenevoli, parte subito con una delle sue storie assurde. Questa volta è il “puttan tour”, roba che manco nei peggiori racconti di amici di amici senti. E come se non bastasse, se ne esce con dettagli che ti fanno mettere in dubbio l’intera umanità.
Ammetto che, per quanto cerchi di mantenere un certo distacco, non riesco a non ridere delle sue follie. Però, sul serio, mi chiedo come faccia a dormire la notte con la roba che combina. È come se la sua vita fosse una commedia trash continua, dove ogni scena diventa più assurda della precedente.
Eppure, mentre cerco di fargli capire quanto sia fuori di testa, mi rendo conto che non c’è speranza. Lui è così, e forse è proprio per questo che, tra una facciata e l’altra, finisco sempre per ascoltarlo.
E lo ascolto anche due settimane dopo. Ridendo, tantissimo.”




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