“I suoi sono venuti a trovarla per una breve vacanza. Lei si è trasferita in questa città da poco e non è abituata ad averli lontani.

Hanno affittato una casa vicino a noi, ma con una scusa o con l’altra si fermano a cena, e spesso pure a dormire…

Essendo cresciuta in una famiglia numerosa, lo capisco che possa sentire la mancanza dei parenti, e volevo davvero agevolare il tutto.

Però ragazzi, la cosa doveva avere un limite. Quattro giorni son diventati cinque, cinque sono diventati sette, sette son diventati dieci…

Cioè i genitori della mia ragazza stanno da noi quasi 24 ore al giorno da ormai quindici giorni.

Quindici, interminabili, giorni.

E siccome hanno avuto diversi problemi di salute (lui operato al cuore da poco, lei agli occhi), non ho avuto cuore di dire smammate.

Mi sono detto vabbè dai resisti un po’ ancora, dovranno comunque tornare, hanno le loro cose a casa, gli animali ecc…

E ho dovuto trovare un modo per distrarmi. Un modo per ricaricarmi e ritrovare me stesso. Perché non mi sentivo più a mio agio in casa mia…

E sì, forse ho sbagliato a mentire, forse avrei dovuto dire subito la verità.

Ma in quel momento era l’unica cosa che mi sono sentito di fare.”

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