“Lui è a Milano per lavoro e, invece di sostenere la caffetteria di mia sorella che sta attraversando una crisi nera, preferisce andare da Starbucks. Quando gli chiedo spiegazioni, lui inizia a insultare il locale dicendo che fa schifo.

Ha pubblicato una foto del suo bicchiere di Starbucks postata con una noncuranza irritante. Sapendo che mia sorella si trova a pochi isolati e sta lottando per non abbassare la serranda, gli ho scritto subito, ferita dal suo totale disinteresse. La sua risposta è stata un muro di cinismo dicendo di trovarsi troppo distante e che comunque quella caffetteria fa schifo e che non sarebbe stato il suo cappuccino a salvarla.

La discussione è degenerata in fretta. Ha iniziato ad insultare mia sorella definendola una fallita che serve caffè mediocre. Ero sconvolta, non riconoscevo l’uomo con cui sto.

Ma il vero colpo è arrivato alla fine quando ha iniziato ad insultare pure me e la mia vita,lì non ci ho più visto ed il finale di sicuro non se lo aspettava.”

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