“Io penso che nel 2026 ognuno sia libero di fare quello che gli pare e piace, e penso che anche voi cari lettori di Spunte, siate d’accordo, specialmente le care lettrici. Fin da quando avevo dodici anni ho sentito lo stesso giudizio che mi veniva buttato addosso: ‘sei un maschiaccio’. Ma che vuol dire? Io non ho i capelli tagliati corti, non indosso vestiti di due taglie più grandi, uso il trucco se e quando ne ho voglia. Penso che qualche ragazzo mi abbia detto che ero un ‘maschiaccio’ perché guido meglio di molti maschietti che credono che un vero uomo sappia parcheggiare senza neanche guardare in retromarcia. Non sono neanche la classica ragazza perfetta, lo ammetto. Come Sabrina, la mia amica che non vede l’ora di portarmi a comprare un bel vestito da sposa che mi faccia assomigliare a una bomboniera per i confetti. Ci ho provato a essere la ‘ragazza carina’, ad esempio sono costretta a lavoro a sorridere più di quello che vorrei. Siccome sono anche abbastanza alta ho fatto qualche lavoro da hostess di fiera ma non lo farei mai più, anche perché sui tacchi non ci so stare anche se Sabrina ha provato a insegarmi. Insomma, sono una persona normale, non credo di essere l’unica così. E però non vado mai bene, a quanto pare. Alla fine, quando mi stanco, non rispondo neanche più.”

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