“Ci sono situazioni che pensi non ti riguarderanno mai, finché non ci sei dentro. Quando abbiamo deciso di convivere ero convinto che il problema sarebbe stato solo abituarci l’uno all’altra: le manie, le abitudini diverse, la gestione delle spese. Non immaginavo che il vero ostacolo sarebbe arrivato dall’esterno.
All’inizio erano piccole cose che ho provato a ignorare, dettagli che sembravano persino simpatici: una madre un po’ troppo presente, una sorella che si sente libera di muoversi come a casa sua, scherzi simpatici anche se a volte si superava il limite. Poi però quelle stesse cose sono diventate ingombranti, costanti, invadenti. E ogni volta che cercavo di farlo notare, lei ribaltava la situazione, facendomi sembrare esagerato o, peggio, malato e pesante.
Ho resistito finché ho potuto, convinto forse che l’avrei convinta a comprendermi, ma la verità è che un episodio in particolare mi ha tolto ogni certezza. Una scoperta che mi ha fatto capire che non conoscevo davvero la persona con cui dividevo il letto. E che forse quella non era mai stata casa mia.”



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