“A volte una frase detta al momento sbagliato ti resta in testa più del dovuto. Eravamo sul divano, tv accesa in sottofondo, e lui all’improvviso mi ha chiesto: “Ma sarebbe così grave se una volta guardassimo qualcosa di sconcio mentre lo facciamo?”.
L’ha buttata lì ridendo, ma io non ci ho visto nulla di divertente. Mi sono sentita come se all’improvviso non bastassi più. Non è che non sappia che certi video esistono, so bene che tutti hanno fantasie. Ma una cosa è tenersi certe immagini spinte per sé, un’altra è proporle nella nostra intimità come se fosse normale.

Ho provato a lasciar correre, ma mi è tornato in mente che pochi giorni prima, tornando dalla festa di Giulia, aveva accennato ai “sogni strani che non vanno presi sul serio”. E se invece c’era un collegamento? Forse sto esagerando, ma dentro di me non riuscivo a liberarmi dal dubbio.

Così gli ho scritto. Non volevo una battuta che finiva in risata, volevo capire davvero cosa c’era dietro. Non mi aspettavo che quella chat avrebbe tirato fuori un nome che conosco fin troppo bene.”

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