“Mi chiamo Giulia e mio padre se n’è andato quando ero troppo piccola per capire cosa volesse dire crescere senza di lui. Mia madre ha fatto tutto quello che poteva, ma lavorava tantissimo e spesso tornava a casa quando io dormivo già. Così nella mia infanzia, il mio punto fermo è stato mio nonno. È stato lui ad accompagnarmi a scuola, ad aspettarmi fuori dalle attività, a insegnarmi ad andare in bicicletta e a consolarmi quando qualcosa andava storto. Non mi ha mai fatto sentire la mancanza di nessuno, perché con lui mi sono sempre sentita protetta. Ora ho 32 anni e sto per sposarmi, ma mi trovo davanti a una scelta che non riesco ad accettare a cuor leggero. Ci sono dettagli che per gli altri possono sembrare secondari, ma per me non lo sono. Ho sempre immaginato questo giorno in un certo modo e c’è una presenza a cui non sono disposta a rinunciare. Quando ho provato a spiegarlo a mia madre, la discussione ha preso una piega che non mi aspettavo. E proprio da lì è successo qualcosa che mi ha fatto capire quanto certe promesse possano valere più di qualunque festa.”

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