“Mi chiamo Alice e da quando Matteo, mio fratello, ci ha lasciati il Natale è diventato una cosa strana. Non triste in modo plateale. Strana. Come quando entri in una stanza e senti che manca qualcosa, ma non sapresti dire cosa. Matteo era mio fratello maggiore. È morto in un incidente in auto, mentre era in vacanza. Una di quelle notizie che arrivano con una telefonata che non vorresti mai ricevere e che poi ti restano addosso per sempre, anche quando la vita intorno continua. Da allora il Natale va avanti lo stesso. La cena, i parenti, i brindisi. Tutto uguale, almeno in apparenza. Solo che ogni anno c’è un momento preciso, sempre lo stesso, in cui mi viene automatico prendere il telefono e scrivergli. Non perché pensi che possa rispondere. Ma perché per anni è stato così. Perché era l’unica persona a cui potevo scrivere anche solo: “Sono stanca” senza dover spiegare niente. Quest’anno è la Vigilia.
Sono in ritardo come sempre. I biscotti sono venuti male. La casa è piena di rumore, ma io mi sento comunque sola. Apro WhatsApp. Il suo nome è ancora lì. E come ogni anno, gli scrivo lo stesso. C’è una sedia vuota anche questo Natale. E non sono sicura riuscirò mai ad accettarlo. Certo, l’università con i suoi esami ci mette tutta se stessa per distrarmi…ma non basta mai. Sono cresciuta con Matteo, non c’è cosa a questo mondo che non me lo ricordi, in un modo o nell’altro. Buona Vigilia a tutti. E a chi di voi ha una sedia vuota anche a questo Natale…un abbraccio e fatevi forza: nessun posto è mai davvero vuoto finché sorridiamo al ricordo di chi ci manca. Auguri a tutti voi.”

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