“Ciao a tutti, mi chiamo Elena e sono una mamma come tante, ma che ogni singolo giorno si trova a combattere battaglie che chi non vive la mia stessa realtà non potrà mai comprendere fino in fondo.

Mio figlio ha 12 anni ed è una forza della natura. È intelligente, curioso, attento ai dettagli e ha una sensibilità fuori dal comune. Ma è anche un ragazzino a cui è stato diagnosticato un disturbo dell’apprendimento. Per chi guarda da fuori, queste sigle (DSA, BES, ADHD) sono spesso solo etichette o, peggio ancora, scuse usate dai genitori moderni per giustificare bambini pigri o poco educati. Per noi che ci viviamo dentro ogni giorno, invece, significano un impegno costante, fatto di pazienza, lacrime, frustrazione, ma anche di immensa soddisfazione a ogni piccolo traguardo raggiunto. Con il tempo, infatti, mio figlio ha sviluppato un metodo di studio incredibile, ha imparato a valorizzare la sua mente e a tirare fuori una determinazione che molti adulti si sognano.

Di base quindi non ci sarebbero problemi, non fosse per l’iniziativa assurda che hanno avuto alcune mamme dei suoi compagni di classe. Una proposta avanzata con la scusa di iniziare il nuovo anno scolastico col piede giusto e tutelare la didattica, ma che nasconde un veleno, una cecità e un’arroganza inaccettabili.

Vi lascio gli screen di seguito per capire fin dove può spingersi l’ipocrisia di certe persone.”

CONTINUA A LEGGERE QUESTA STORIA CLICCANDO QUI SOTTO SU “SUCCESSIVA”