“Ciao a tutti, mi chiamo Sara e ho 26 anni.
Ho appena vissuto quella che credo sia la serata più surreale della mia vita. Avete presente quando uscite con un ragazzo che sembra normale? Carino, educato, lavora, non ha tic nervosi evidenti… ecco, quel tipo di ragazzo. Ora, non è la prima volta che mi trovo a uscire per qualche appuntamento ed ero convinta di averne viste ormai di tutti i tipi, dai ragazzi perfetti e inarrivabili fino ai casi più disperati che non riesci a capire come facciano ad essere ancora in vita senza la mamma che gli taglia la cotoletta o come mai non siano in carcere. Questa volta pensavo di avere fatto centro con una persona quantomeno normale. Siamo stati a cena, abbiamo chiacchierato, riso e poi ci siamo fatti un ultimo drink in un locale e condiviso un piatto di patatine fritte. Lui ha pagato il conto (nonostante io avessi insistito per dividere) facendo il gesto da grande signore. Mi ha accompagnata a casa, un bacio casto e via. Pensavo: “Cavolo, forse ne ho trovato uno sano”. Poi, stamattina, mi sono svegliata con una notifica. Non era un “Buongiorno bellissima”, ma una richiesta di pagamento. Quello che leggerete è il motivo per cui ho deciso che d’ora in poi uscirò solo con il mio gatto, che almeno non mi chiede il rimborso per le crocchette che gli cadono dalla ciotola.”
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