“Ciao a tutti e tutte mi chiamo Caterina e ho un problema con la mia famiglia. A dire la verità, la mia famiglia si è ridotta solamente a mio fratello da che è venuto a mancare mio padre. Siamo sempre quasi stati solo io e lui, perché mio padre non c’era mai a casa. Con fatica, con difficoltà, ho preso la mia strada e mi sono trovata un lavoro lontano, al nord, in città, dove da anni mi sento finalmente che non ho più quel groppo alla gola che avevo a casa sotto l’ombra di mio padre. Quando è morto abbiamo scoperto che con gli affari non ci sapeva proprio fare nonostante non mancasse mai l’occasione di dire a noi che non saremmo stati capaci di fare nulla in vita se non prendere la sua attività. Mio fratello Francesco, invece, sta vivendo un periodo strano in cui mente a sé stesso, secondo me, perché i nostri ricordi sono diversi su ogni dettaglio. In maniera un po’ subdola qualche volta mi accusa di essermene andata e mi sembra quasi di sentire la voce di nostro padre attraverso la sua bocca, cosa che mi fa anche male, altre volte si arrabbia perché pensa che io lo reputi un buono a nulla, ma queste non sono parole mie, vengono sempre dal nostro caro genitore. L’ultimo litigio l’abbiamo avuto perché non intendevo scendere alla messa dell’anniversario della sua morte. Chi avesse qualche idea per tirarlo fuori da quel buco in cui si è bloccato mi farebbe un piacere!”

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