“Lavoro come senior sviluppatore in un’azienda di software a Bologna. Tre settimane fa il Capo mi affianca Manuel, uno stagista di ventidue anni entrato tramite raccomandazione: “Istruiscilo sulle basi e fallo esercitare sul tuo computer secondario quando non lo usi”. Essendo disponibile, gli lascio la mia postazione nei momenti in cui sono occupato.

Venerdì pomeriggio rimango bloccato in una riunione di due ore. Manuel, invece di ripassare il codice o chiedermi altro lavoro, decide di ammazzare il tempo sulla mia scrivania. Sabato mattina mi chiama d’urgenza a casa il Direttore IT: il firewall della rete aveva tracciato decine di accessi a portali h*t partiti dal mio IP. Quando scrivo a Manuel per capire cosa gli fosse passato per la testa, lui cade dalle nuvole e si arrabbia pure, convinto che “siamo tutti grandi” e che l’azienda sia un covo di spioni che controlla cosa fa la gente nei momenti morti.”

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