“Io sono uno tranquillo e non mi piace discutere, non spio il telefono, non faccio scenate e ho sempre pensato che sia giusto lasciare spazio, fiducia e libertà, cercando così di essere “ripagato” con la stessa moneta. Ma non avevo valutato la calma, che ahimè, ha un punto di rottura. Soprattutto quando finisci in un posto dove non dovresti essere, e nessuno se ne accorge subito. Un gruppo, quattro persone, un nome ironico, e una serie di messaggi che all’inizio fanno sorridere… poi no.
Perché dietro le battute scopri altro: quello che pensano davvero, quando credono che tu non li stia in questo caso leggendo e possono essere sinceri. E allora ti chiedi quanto valga la sincerità in una coppia: se sia più pesante una bugia detta, o una verità detta ridendo.
Io non sono uno che si offende facilmente, ma stavolta non è stato facile restare tranquillo. Anche perché quando gliel’ho fatto notare, lei ha risposto con quella frase che ti resta addosso più di un insulto: “Ma dai, era solo un gruppo tra amiche.””
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