“Non volevo sembrare ingrata, davvero.
Ho solo pensato che dopo tutto quello che ho fatto per il diciottesimo compleanno di mia figlia, un po’ di gusto in più ci stava.
Ho organizzato una serata perfetta: sala elegante, catering servito al tavolo, musica, torta a tre piani, fotografo, video del pre-18esimo… tutto curato nei minimi dettagli.
E mia figlia era splendida: abito su misura, trucco professionale, capelli perfetti. Una principessa.
Poi torno a casa e vedo i regali: portafogli di plastica, profumi da supermercato, una borsa “firmata” che si è scollata appena l’ho toccata.
Non dico di fare collette da mille euro, ma almeno un pensiero all’altezza della serata.
Ne ho parlato con Francesca, che è quella con cui ho più confidenza — anche perché so che poi le altre le cose gliele dice, ma almeno con tatto.
Le ho scritto che non era per lamentarmi, solo per “mettere le cose in chiaro tra mamme”.
La mia, ovviamente, non deve sapere nulla: era felice e mi basta così.
Però certe cose… beh, tra adulte, vanno dette. O no?”

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